La robotica in agricoltura al RoboField di Pescopagano
Manodopera che manca, costi che salgono, normative che stringono: l'ingegnere Giovanni Balestrieri mostra come i trattori autonomi stanno rispondendo alle sfide dell'agricoltura.
A chiudere la giornata del RoboField, al Pesco Innovation Hub di Pescopagano, in Basilicata, è stata la presentazione dell'ingegnere Giovanni Balestrieri, Senior Robotic Systems Engineer e co-founder di Vanto Collaborative Robotic Systems, dedicata alla robotica applicata all'agricoltura. Otto anni dopo il suo ultimo intervento sul tema, Balestrieri ha raccontato un settore profondamente cambiato. Le tecnologie robotiche hanno raggiunto una maturità impensabile fino a poco tempo fa, e il contesto in cui si inseriscono ormai le rende quasi indispensabili.
A chiudere la giornata del RoboField, al Pesco Innovation Hub di Pescopagano, in Basilicata, è stata la presentazione dell'ingegnere Giovanni Balestrieri, Senior Robotic Systems Engineer e co-founder di Vanto Collaborative Robotic Systems, dedicata alla robotica applicata all'agricoltura. Otto anni dopo il suo ultimo intervento sul tema, Balestrieri ha raccontato un settore profondamente cambiato. Le tecnologie robotiche hanno raggiunto una maturità impensabile fino a poco tempo fa, e il contesto in cui si inseriscono ormai le rende quasi indispensabili.
Una tempesta perfetta: manodopera, costi e regole
Il punto di partenza è la carenza di manodopera: il numero di agricoltori è in calo da anni e coprire il fabbisogno delle aziende è sempre più complicato. Chi resta in campo deve fare di più con meno. Nello stesso periodo sono cresciuti anche i costi, con fertilizzanti e fitofarmaci diventati sensibilmente più cari, e questo obbliga a dosare ogni apporto con attenzione e a pianificare le operazioni per non sprecare nulla. In agricoltura, ha sintetizzato Balestrieri, "lo spreco non è più un'opzione".
A completare il quadro c'è la direzione europea: entro il 2030 è richiesta una riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi e il passaggio di una quota crescente di superficie agricola al biologico (l'obiettivo della strategia Farm to Fork è il 25% dei terreni). La spinta, però, non arriva solo dalle regole: la sostenibilità è ormai un fattore di mercato, su cui le startup AgTech costruiscono i propri prodotti. Si chiedono insomma pratiche più sostenibili, che richiedono più lavoro, proprio mentre le persone scarseggiano e i margini si assottigliano. «Sembra la ricetta per una catastrofe», ha ammesso. È in questo vuoto che si inserisce la robotica.
«Ci viene chiesta un'agricoltura più sostenibile, che richiede più lavoro, con meno persone disponibili e margini più stretti. La robotica serve proprio dove ne abbiamo più bisogno.», Giovanni Balestrieri, ingegnere
A completare il quadro c'è la direzione europea: entro il 2030 è richiesta una riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi e il passaggio di una quota crescente di superficie agricola al biologico (l'obiettivo della strategia Farm to Fork è il 25% dei terreni). La spinta, però, non arriva solo dalle regole: la sostenibilità è ormai un fattore di mercato, su cui le startup AgTech costruiscono i propri prodotti. Si chiedono insomma pratiche più sostenibili, che richiedono più lavoro, proprio mentre le persone scarseggiano e i margini si assottigliano. «Sembra la ricetta per una catastrofe», ha ammesso. È in questo vuoto che si inserisce la robotica.
«Ci viene chiesta un'agricoltura più sostenibile, che richiede più lavoro, con meno persone disponibili e margini più stretti. La robotica serve proprio dove ne abbiamo più bisogno.», Giovanni Balestrieri, ingegnere
Meno agricoltori, più lavoro
Il numero di agricoltori è in calo da anni e coprire il fabbisogno delle aziende è sempre più complicato: secondo i dati della presentazione, -18% di agricoltori in 8 anni, con un fabbisogno di +35% di manodopera per soddisfare la domanda. Chi resta in campo deve fare di più con meno.
Costi in crescita
Secondo i dati mostrati nella presentazione, fertilizzanti e fitofarmaci sono diventati sensibilmente più cari negli ultimi dieci anni (+36% i fertilizzanti, +50% i pesticidi). Questo obbliga a dosare ogni apporto con attenzione: "lo spreco non è più un'opzione".
La direzione europea
Entro il 2030 è richiesta una riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi e il passaggio di una quota crescente di superficie agricola al biologico (l'obiettivo Farm to Fork è il 25% dei terreni). La sostenibilità è ormai anche un fattore di mercato, su cui le startup AgTech costruiscono i propri prodotti.
Un mercato in forte espansione
Anche i numeri di mercato vanno in quella direzione: il valore della robotica agricola dovrebbe passare da circa 12 miliardi di dollari nel 2025 a circa 140 miliardi entro il 2035: le stime di Research and Markets indicano una crescita da 12,2 a 139,4 miliardi di dollari, con un tasso annuo del 24,7%. Le applicazioni ormai coprono quasi tutto il ciclo: preparazione del suolo e semina, gestione delle colture, raccolta, monitoraggio dei dati, trattori autonomi, perfino la gestione degli allevamenti. L'obiettivo è sempre lo stesso, automatizzare le lavorazioni che assorbono più risorse. Balestrieri ne ha mostrati diversi: dal raccoglitore di sassi TerraClear al diserbo laser di Carbon Robotics, dallo spot spraying di precisione di Ecorobotix ai droni DJI Agras, fino al trattore completamente autonomo John Deere 8R.
Le principali aree di applicazione
Le applicazioni coprono ormai quasi tutto il ciclo: preparazione del suolo e semina, gestione delle colture (diserbo, irrorazione, controllo dei parassiti), raccolta, monitoraggio dei dati, trattori autonomi e perfino la gestione degli allevamenti. L'obiettivo è sempre automatizzare le lavorazioni che assorbono più risorse.
Robot già al lavoro
Dal raccoglitore di sassi TerraClear al diserbo laser di Carbon Robotics, dallo spot spraying di precisione di Ecorobotix ai droni DJI Agras, fino al trattore completamente autonomo John Deere 8R.
Il focus: i trattori autonomi
Tra le tante applicazioni, Balestrieri ha scelto di concentrarsi sui trattori autonomi, le piattaforme più versatili e spesso compatibili con gli attrezzi che le aziende già possiedono. Ne ha presentati diversi, ciascuno con una filosofia progettuale propria:
Monarch (USA)
Un approccio "alla Tesla" per l'agricoltura, con un trattore elettrico e autonomo che, oltre al lavoro meccanico, raccoglie costantemente dati con un set di telecamere, trasformandosi in una piattaforma di scouting.
AutoAgri (Norvegia)
Un portattrezzi autonomo che punta tutto sulla flessibilità, disponibile in versione ibrida diesel-elettrica o totalmente elettrica e compatibile con attrezzature standard di mercato.
Amos Power (USA)
Piattaforma cingolata ad alta potenza, mostrata all'opera nelle lavorazioni del terreno tra i filari di frutteto.
Orio di Naïo Technologies (Francia)
Piattaforma elettrica dedicata al diserbo meccanico di precisione sulle grandi colture orticole, capace di lavorare anche di notte.
Field Robotics (Italia)
Eccellenza nazionale con il robot Hammer Head, piattaforma cingolata per frutteti e vigneti. L'azienda è uno spin-off dell'Università di Bologna.
AgXeed AgBot (Paesi Bassi)
Trattore autonomo cingolato per le lavorazioni più impegnative, come l'aratura profonda, capace di operare anche su terreni umidi e in pendenza.
Robot specializzati e il caso FarmDroid
Oltre ai trattori, Balestrieri ha mostrato due robot specializzati. Il primo è Directed Machines (USA), piattaforma elettrica alimentata a pannelli solari, robusta e pensata per scenari difficili come i pendii, dedicata principalmente al taglio dell'erba.
Il secondo è FarmDroid, soluzione danese a energia solare e quindi a emissioni zero, con oltre 500 unità già operative in più di 20 Paesi e un prezzo tra i 75.000 e i 95.000 euro. La sua intelligenza sta in un'idea semplice ma potente: il robot semina con precisione registrando la posizione esatta di ogni seme tramite GPS RTK, e settimane dopo torna sullo stesso campo per il diserbo basandosi sulla mappa che ha creato lui stesso. Niente telecamere per riconoscere le infestanti: sa già dove si trova ogni pianta da proteggere, perché l'ha seminata. Il risultato è il taglio drastico di erbicidi e manodopera, una delle tecnologie oggi più efficaci per l'agricoltura biologica e sostenibile.
Il secondo è FarmDroid, soluzione danese a energia solare e quindi a emissioni zero, con oltre 500 unità già operative in più di 20 Paesi e un prezzo tra i 75.000 e i 95.000 euro. La sua intelligenza sta in un'idea semplice ma potente: il robot semina con precisione registrando la posizione esatta di ogni seme tramite GPS RTK, e settimane dopo torna sullo stesso campo per il diserbo basandosi sulla mappa che ha creato lui stesso. Niente telecamere per riconoscere le infestanti: sa già dove si trova ogni pianta da proteggere, perché l'ha seminata. Il risultato è il taglio drastico di erbicidi e manodopera, una delle tecnologie oggi più efficaci per l'agricoltura biologica e sostenibile.
Directed Machines (USA)
Piattaforma elettrica alimentata a pannelli solari, robusta e pensata per scenari difficili come i pendii, dedicata principalmente al taglio dell'erba.
FarmDroid (Danimarca)
Soluzione a energia solare e quindi a emissioni zero, con oltre 500 unità già operative in più di 20 Paesi e un prezzo tra i 75.000 e i 95.000 euro. Il robot semina registrando la posizione esatta di ogni seme tramite GPS RTK e, settimane dopo, torna sullo stesso campo per il diserbo basandosi sulla mappa che ha creato lui stesso: nessuna telecamera per riconoscere le infestanti, perché sa già dove si trova ogni pianta da proteggere. Il risultato è il taglio drastico di erbicidi e manodopera, una delle tecnologie oggi più efficaci per l'agricoltura biologica e sostenibile.
Le sfide ancora aperte
Da ingegnere e osservatore del settore, Balestrieri ha chiuso con un richiamo al realismo. L'adozione di queste tecnologie, per quanto promettente, presenta tre ostacoli concreti:
Barriere all'adozione
Gestire flotte autonome e integrarle nei processi aziendali richiede competenze nuove e una curva di apprendimento non trascurabile.
Costo iniziale elevato e prevedibilità del ROI
I benefici di lungo periodo sono chiari, ma l'investimento è importante e il ritorno dipende da molti fattori.
Affidabilità e infrastruttura di supporto
Un robot deve garantire continuità nelle finestre stagionali, e questo richiede una rete di assistenza e manutenzione sul territorio non ancora capillare come quella dei mezzi tradizionali.
Verso una robotica accessibile: Vanto e l'innovazione agricola in Basilicata
Superare questi nodi è il prossimo passo per trasformare la robotica da soluzione innovativa a strumento accessibile per ogni azienda agricola e vitivinicola.
È la direzione in cui lavora Vanto Collaborative Robotic Systems, la venture del Pesco Innovation Hub che sviluppa un servizio di noleggio di flotte di trattori robotici autonomi per la gestione dei vigneti: portare l'innovazione robotica alla portata delle aziende agricole della Basilicata, senza chiedere loro l'investimento di un acquisto.
L'intervento ha completato la giornata RoboField, insieme al podcast con i viticoltori e alla presentazione sulla robotica in viticoltura di Alessandro Zanette. Per il racconto completo dell'evento leggi Robofield Pescopagano: startup di robotica e viticoltura.
È la direzione in cui lavora Vanto Collaborative Robotic Systems, la venture del Pesco Innovation Hub che sviluppa un servizio di noleggio di flotte di trattori robotici autonomi per la gestione dei vigneti: portare l'innovazione robotica alla portata delle aziende agricole della Basilicata, senza chiedere loro l'investimento di un acquisto.
L'intervento ha completato la giornata RoboField, insieme al podcast con i viticoltori e alla presentazione sulla robotica in viticoltura di Alessandro Zanette. Per il racconto completo dell'evento leggi Robofield Pescopagano: startup di robotica e viticoltura.