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Viticoltura in Basilicata: il podcast dal vivo del RoboField di Pescopagano

July 24, 2026 4 min lettura

Una tavola rotonda a confronto con i viticoltori

Due viticoltori lucani a confronto al RoboField: clima, tempi dei trattamenti, manodopera e costi raccontati da chi sta in vigna ogni giorno.

Il Pesco Innovation Hub di Pescopagano ha aperto il primo RoboField con un podcast dal vivo: niente palco e platea, ma il pubblico seduto allo stesso livello dei relatori. Una scelta pensata per un obiettivo preciso, far parlare i viticoltori del territorio prima ancora di parlare di tecnologia. Prima si ascoltano i problemi, poi si discute di soluzioni. A guidare la conversazione l'ingegnere Giovanni Balestrieri e l'enologo Alessandro Zanette, co-founder della startup Vanto; ospiti due produttori con storie molto diverse, Vincenzo Lanza e Antonio Garro.

Le notti insonni di chi fa vino: clima e tempestività

La domanda d'apertura è stata diretta: quali sono i problemi che negli ultimi anni vi hanno tolto il sonno? La risposta, da entrambi, ha avuto un nome solo, il tempo. Non quello che manca in giornata, ma quello meteorologico, ormai imprevedibile.

Vincenzo Lanza: la distanza dai filari e l'annata persa

Vincenzo Lanza coltiva in una zona DOC che ha scelto per il suo potenziale, accettando però una distanza notevole dai filari: decine di chilometri da percorrere ogni volta che serve intervenire. E in viticoltura intervenire al momento giusto non è un dettaglio. «Un semplice ritardo di pochi giorni su un trattamento, in una zona difficile, mi è costato quasi tutto il raccolto», ha raccontato. Significa, di fatto, un'annata persa. Da lì, ha spiegato, nasce il pensiero fisso: non riuscire a fare il trattamento nel giorno dovuto perché si rompe un trattore o non si trova chi lavori.

Antonio Garro: il biologico storico e un clima già cambiato

Antonio Garro lavora invece un vigneto familiare a Sant'Andrea di Conza, piantato nel 1968, in regime biologico certificato come ai tempi del nonno. Realtà più piccola, problematiche simili: gelate tardive, ritorni di freddo sempre più frequenti, e la difficoltà di pianificare in un clima che è già cambiato. «In agricoltura il cambiamento climatico non sta arrivando, è già passato. Siamo in un'altra era», ha detto, ricordando stagioni con mesi interi senza pioggia in terreni che non avevano mai conosciuto siccità simili.

Il vigneto non aspetta: operazioni, manodopera e rischio

Un viticoltore esegue moltissime lavorazioni in vigna nel corso dell'anno, e quasi nessuna di queste si può spostare di una settimana senza conseguenze. La gestione del verde, per esempio, va fatta a cavallo di due trattamenti e in una finestra di due o tre giorni: se salta, aumenta il rischio di muffe e malattie fungine. È un lavoro che non conosce calendari rinviabili.

A complicare tutto c'è la carenza di manodopera qualificata. Garro ha spiegato che gran parte dei suoi interventi in vigna restano manuali perché il vigneto storico è difficile da meccanizzare, mentre Lanza ha ammesso di aver dovuto affidarsi per la prima volta dopo anni a una squadra esterna di potatori, gente esperta che però si trova sempre più di rado. E c'è un tema che entrambi hanno toccato con franchezza: la salute. I trattamenti fitosanitari, anche quelli ammessi in biologico, espongono chi li distribuisce. «Un robot che fa quel lavoro mentre l'operatore controlla da parte, senza contatto con le sostanze, per noi cambierebbe le cose», ha osservato Garro.

«Quello che non mi fa dormire è il pensiero di non poter fare un trattamento nel giorno dovuto. In viticoltura la tempestività è tutto: se sbagli i tempi, non recuperi più.», Vincenzo Lanza

Cosa chiedono davvero i viticoltori alla tecnologia

Quando la conversazione è arrivata agli investimenti, le richieste sono state concrete, lontane dagli entusiasmi da brochure. Nessuno dei due cercava il robot più avanzato: cercavano risposte ai problemi raccontati fino a quel momento. Dal campo sono uscite soprattutto quattro cose:

Un "agronomo digitale": monitoraggio a distanza

Monitoraggio e controllo a distanza dello stato di salute della parete fogliare, per sapere quando intervenire senza dover girare ogni vigneto pianta per pianta tutti i giorni, quello che Lanza ha definito, scherzando, «un agronomo digitale».

Velocità e disponibilità di intervento

Una macchina capace di operare anche di notte e su finestre temporali strettissime, quando manca il tempo o le persone per coprire tutta la superficie.

Accessibilità economica e Robot-as-a-Service

Per realtà piccole come quella di Garro, l'acquisto di tecnologie costose è insostenibile. La strada indicata è quella del Robot-as-a-Service, formule di affitto o gestione condivisa delle macchine nei periodi di picco, per non doversi accollare l'investimento e il rischio di una tecnologia ancora giovane.

Protezione del raccolto

Dalle reti antigrandine alla gestione mirata dei trattamenti, per difendere ciò che si è costruito in decenni.

Partire dall'ascolto

Alla fine il podcast ha ricordato una cosa che quando si parla di innovazione si dà per scontata: dietro ogni bottiglia c'è un'annata intera di lavoro, e ognuno affronta gli stessi problemi a modo suo. Il RoboField ha scelto di partire proprio da qui, dall'ascolto.
Il dialogo con i viticoltori ha aperto la strada agli interventi tecnici della giornata: la presentazione sulla robotica in viticoltura di Alessandro Zanette e quella sulla robotica in agricoltura dell'ingegnere Giovanni Balestrieri. Per il quadro completo dell'evento puoi leggere anche Robofield Pescopagano: startup di robotica e viticoltura.
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Le startup di questo articolo

Vanto Collaborative Robotic Systems cover image