La robotica in viticoltura a Pescopagano con Vanto
Dalla luce UV-C contro le malattie ai trattori autonomi: il viaggio nella robotica viticola guidato da Alessandro Zanette di Vanto.
Dopo aver ascoltato i viticoltori raccontare le loro difficoltà, il RoboField del Pesco Innovation Hub di Pescopagano, in Basilicata, è entrato nel vivo della tecnologia. A prendere la parola Alessandro Zanette, laureato in viticoltura ed enologia e co-founder di Vanto Collaborative Robotic Systems, con una presentazione costruita per dare numeri concreti ai problemi emersi dal campo e mostrare, video alla mano, cosa la robotica sta già facendo nei vigneti, in Italia e all'estero.
Dopo aver ascoltato i viticoltori raccontare le loro difficoltà, il RoboField del Pesco Innovation Hub di Pescopagano, in Basilicata, è entrato nel vivo della tecnologia. A prendere la parola Alessandro Zanette, laureato in viticoltura ed enologia e co-founder di Vanto Collaborative Robotic Systems, con una presentazione costruita per dare numeri concreti ai problemi emersi dal campo e mostrare, video alla mano, cosa la robotica sta già facendo nei vigneti, in Italia e all'estero.
Perché la robotica entra adesso nel vigneto: il contesto presentato da Vanto a Pescopagano
Zanette ha aperto inquadrando il contesto, e la fotografia è quella di un settore sotto pressione. La carenza di manodopera è il primo nodo: trovare addetti, in cantina come in vigna, è diventato difficile un po' ovunque in Europa. A questo si aggiunge l'aumento dei costi di produzione degli ultimi anni e, sul fronte della sicurezza, il peso delle cosiddette "morti verdi", gli incidenti mortali in agricoltura legati soprattutto all'uso dei trattori, che in Italia continuano a contarsi a centinaia ogni anno.
Sul clima il dato è netto: il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato, con 1,48 gradi Celsius in più rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900). Lo stesso anno, non a caso, in cui diversi produttori hanno visto sfumare gran parte del raccolto. Ci si mette poi Bruxelles, con la strategia Farm to Fork che punta a dimezzare l'uso dei fitofarmaci entro il 2030. Messi in fila questi numeri, ha spiegato Zanette, la robotica smette di sembrare un lusso.
«La robotica non è più un lusso, ma una necessità per garantire continuità, sicurezza e sostenibilità nelle operazioni viticole.», Alessandro Zanette, co-founder di Vanto
Sul clima il dato è netto: il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato, con 1,48 gradi Celsius in più rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900). Lo stesso anno, non a caso, in cui diversi produttori hanno visto sfumare gran parte del raccolto. Ci si mette poi Bruxelles, con la strategia Farm to Fork che punta a dimezzare l'uso dei fitofarmaci entro il 2030. Messi in fila questi numeri, ha spiegato Zanette, la robotica smette di sembrare un lusso.
«La robotica non è più un lusso, ma una necessità per garantire continuità, sicurezza e sostenibilità nelle operazioni viticole.», Alessandro Zanette, co-founder di Vanto
Carenza di manodopera in viticoltura: il dato europeo
Trovare addetti in cantina come in vigna è diventato difficile in tutta Europa, e l'Italia non fa eccezione: secondo i dati citati nella presentazione, il 77% delle cantine UE è alla ricerca di personale (The Times, 2024).
Costi di produzione in aumento per le aziende viticole
I costi di produzione sono cresciuti del 21% rispetto al 2019 (Centro Studi Divulga, Informatore Agrario, 2025), erodendo i margini delle aziende viticole in Italia e in Basilicata.
Sicurezza in agricoltura: le morti verdi in Italia
Gli incidenti mortali in agricoltura, legati soprattutto all'uso dei trattori, hanno una media di 171 vittime l'anno nel decennio 2010-2020 (Osservatorio ASAPS): un dato che riguarda da vicino anche le aziende del Sud Italia.
Cambiamento climatico e normative europee per la viticoltura italiana
Il 2023, con 1,48 gradi Celsius in più rispetto al periodo pre-industriale, è stato l'anno più caldo mai registrato; sul fronte normativo la strategia Farm to Fork della Commissione Europea punta a dimezzare l'uso dei fitofarmaci entro il 2030, con impatti significativi sulla viticoltura italiana e sulle aziende in regioni come la Basilicata.
Dai trattori autonomi ai robot specializzati: la panoramica presentata da Vanto al RoboField
La parte più visiva della presentazione ha seguito un filo logico, non cronologico. Si comincia dall'idea più ovvia: rendere autonome le macchine che già esistono, montando sensori e guida automatica sui trattori tradizionali, come fa con i suoi kit di retrofit BlueWhite Robotics. Il passo dopo è ripensare la macchina da zero, ed è la strada di Monarch: trattore californiano elettrico e a guida autonoma, che lascia il gasolio per la batteria, con quel che ne consegue su costi di gestione e impatto ambientale.
Poi arrivano i robot progettati per risolvere una singola lavorazione e farla benissimo. Vitibot, con il suo Bakus, parte dalla gestione del sottofila, dove le normative francesi sono ancora più stringenti delle nostre. Naïo Technologies, tra i nomi più solidi del settore, ha mostrato il robot Ted e una maturità confermata anche dagli investimenti: 33 milioni di dollari raccolti nel round di Serie C del 2022. Accanto a loro, una galleria di soluzioni molto diverse per dimensioni e impiego, dal piccolo VitiRover per lo sfalcio dell'erba allo Yanmar YV01 giapponese a motore termico per i trattamenti, fino al neozelandese Prospr di Robotics Plus e all'italiano Black Shire, nato nelle vigne del Barolo.
Lo schema si ripete: si parte da una singola lavorazione, la si porta a punto e poi si allarga il campo, fino alla logica del toolkit, dove la stessa piattaforma cambia strumento a seconda di cosa serve fare.
Poi arrivano i robot progettati per risolvere una singola lavorazione e farla benissimo. Vitibot, con il suo Bakus, parte dalla gestione del sottofila, dove le normative francesi sono ancora più stringenti delle nostre. Naïo Technologies, tra i nomi più solidi del settore, ha mostrato il robot Ted e una maturità confermata anche dagli investimenti: 33 milioni di dollari raccolti nel round di Serie C del 2022. Accanto a loro, una galleria di soluzioni molto diverse per dimensioni e impiego, dal piccolo VitiRover per lo sfalcio dell'erba allo Yanmar YV01 giapponese a motore termico per i trattamenti, fino al neozelandese Prospr di Robotics Plus e all'italiano Black Shire, nato nelle vigne del Barolo.
Lo schema si ripete: si parte da una singola lavorazione, la si porta a punto e poi si allarga il campo, fino alla logica del toolkit, dove la stessa piattaforma cambia strumento a seconda di cosa serve fare.
BlueWhite Robotics: il retrofit dei trattori esistenti nei vigneti
Kit di sensori e guida automatica che rendono autonome le macchine già in azienda (California, USA). Costo indicativo: 30.000 euro iniziali e 30.000 euro/anno di abbonamento.
Monarch MK-V: il trattore elettrico autonomo per il vigneto
Trattore californiano elettrico e a guida autonoma, che sostituisce il gasolio con la batteria. Costo indicativo: 90.000 euro, circa 10 ore di autonomia per carica.
Vitibot Bakus: il robot francese per la gestione del sottofila
Robot francese dedicato alla gestione del sottofila, dove le normative europee sono particolarmente stringenti. Costo indicativo: 120.000 euro, con una capacita di lavoro di 5,5-6 ettari al giorno, alimentazione a batteria.
Naïo Technologies Ted: un riferimento maturo per la robotica viticola
Tra i nomi più solidi del comparto: il robot Ted (Francia, circa 175.000 euro, circa 25 ettari a stagione, alimentazione a batteria) e una maturità confermata dagli investimenti, con 33 milioni di dollari raccolti nel round di Serie C del 2022.
Una galleria di robot specializzati per il vigneto: dal VitiRover al Black Shire italiano
Dal piccolo VitiRover per lo sfalcio dell'erba allo Yanmar YV01 giapponese a motore termico per i trattamenti, fino al neozelandese Prospr di Robotics Plus e all'italiano Black Shire, nato nelle vigne del Barolo. Ogni macchina parte da una singola lavorazione per poi allargare il campo fino alla logica del toolkit, un approccio discusso al RoboField di Pescopagano.
Flotte robotiche, lavoro notturno e luce UV-C: la ricerca di Vanto per il vigneto del futuro
C'è poi una questione di dimensioni a cui si pensa di rado. Un trattore tradizionale deve essere grande e potente perché il tempo dell'operatore è prezioso e va sfruttato in fretta. Un robot quel problema non ce l'ha: ha tutto il tempo che vuole, quindi può permettersi di essere più piccolo e leggero. E può muoversi in flotta, con più macchine guidate da un solo operatore, anche di notte, quando una persona non potrebbe lavorare.
Proprio sul lavoro notturno si innesta la ricerca di Zanette e di Vanto: l'applicazione della luce UV-C tramite una piattaforma robotica autonoma (il sistema Thorvald di Saga Robotics) per controllare i patogeni della vite senza ricorrere alla chimica. Una luce a una particolare lunghezza d'onda, distribuita di notte tra i filari, al posto di un agente chimico. È il genere di innovazione che, fino a poco fa, sembrava lontana, e che oggi viene portata anche a Pescopagano grazie all'ecosistema del Pesco Innovation Hub.
Proprio sul lavoro notturno si innesta la ricerca di Zanette e di Vanto: l'applicazione della luce UV-C tramite una piattaforma robotica autonoma (il sistema Thorvald di Saga Robotics) per controllare i patogeni della vite senza ricorrere alla chimica. Una luce a una particolare lunghezza d'onda, distribuita di notte tra i filari, al posto di un agente chimico. È il genere di innovazione che, fino a poco fa, sembrava lontana, e che oggi viene portata anche a Pescopagano grazie all'ecosistema del Pesco Innovation Hub.
Vantaggi, limiti e prospettive della robotica viticola: l'analisi di Vanto
I vantaggi, ha spiegato Zanette, si vedono su più fronti: piante più sane perché si riduce lo stress meccanico, un suolo meno compattato che drena meglio, il sequestro di CO2, e di riflesso una produzione di qualità più alta. Zanette non ha però fatto sconti sui problemi, che restano parecchi:
Costo iniziale elevato: una barriera per le piccole aziende viticole
Con un ritorno sull'investimento lungo e difficile da prevedere, il costo rappresenta un ostacolo soprattutto per le aziende più piccole. Nella presentazione il costo per robot è indicato tra 110.000 e oltre 200.000 euro, con le aziende sotto i 20 ettari che faticano a giustificare l'investimento. Una sfida particolarmente rilevante per le realtà viticole del Sud Italia e della Basilicata.
Limiti legati al terreno: il problema delle pendenze per la viticoltura in collina
Le pendenze più ripide, gli ostacoli e gli appezzamenti irregolari restano critici per molte piattaforme robotiche: un limite particolarmente sentito in territori collinari come quelli della Basilicata e dell'Appennino meridionale.
Manutenzione e competenze: la curva di apprendimento per le aziende viticole
Servono ricambi, tecnici specializzati e operatori formati, con una curva di apprendimento non banale. Un ostacolo che riguarda in modo particolare le aziende delle aree interne, lontane dai centri di assistenza tecnica.
Il futuro della robotica viticola: AI, potatura autonoma e Robot-as-a-Service secondo Vanto
Sul fronte di quello che verrà, Zanette di Vanto ha indicato l'intelligenza artificiale e i sistemi di supporto alle decisioni (DSS), la potatura autonoma tra le frontiere più promettenti, e soprattutto il modello Robot-as-a-Service: il leasing che apre la tecnologia anche alle aziende piccole, senza obbligarle a comprare la macchina. Esattamente quello che avevano chiesto, poche ore prima, i viticoltori sul palco a Pescopagano. Manca ancora, invece, una rete di fornitori sul territorio per assistenza e manutenzione di prossimità.
Una giornata al RoboField di Pescopagano: tre voci per l'innovazione in viticoltura
Questo intervento fa parte della giornata RoboField organizzata dal Pesco Innovation Hub a Pescopagano, in Basilicata, che ha unito l'ascolto dei produttori nel podcast con i viticoltori e la presentazione sulla robotica in agricoltura dell'ingegnere Giovanni Balestrieri. Per il racconto completo dell'evento leggi Robofield Pescopagano: startup di robotica e viticoltura. Scopri tutte le iniziative del Pesco Innovation Hub per l'innovazione nel territorio lucano.