Una mesa redonda en diálogo con los viticultores
Dos viticultores lucanos frente a frente en el RoboField: clima, tiempos de los tratamientos, mano de obra y costes contados por quienes están en el viñedo cada día.
El Pesco Innovation Hub de Pescopagano abrió el primer RoboField con un podcast en vivo: sin escenario ni platea, sino con el público sentado al mismo nivel que los ponentes. Una elección pensada con un objetivo preciso: dar la palabra a los viticultores del territorio antes incluso de hablar de tecnología. Primero se escuchan los problemas, luego se debaten las soluciones. La conversación estuvo guiada por el ingeniero Giovanni Balestrieri y el enólogo Alessandro Zanette, cofundador de la startup Vanto; como invitados, dos productores con historias muy distintas, Vincenzo Lanza y Antonio Garro.
El Pesco Innovation Hub de Pescopagano abrió el primer RoboField con un podcast en vivo: sin escenario ni platea, sino con el público sentado al mismo nivel que los ponentes. Una elección pensada con un objetivo preciso: dar la palabra a los viticultores del territorio antes incluso de hablar de tecnología. Primero se escuchan los problemas, luego se debaten las soluciones. La conversación estuvo guiada por el ingeniero Giovanni Balestrieri y el enólogo Alessandro Zanette, cofundador de la startup Vanto; como invitados, dos productores con historias muy distintas, Vincenzo Lanza y Antonio Garro.
Las noches de insomnio de los viticultores: clima y oportunidad
La pregunta inicial fue directa: ¿cuáles son los problemas que en los últimos años les han quitado el sueño? La respuesta, de ambos, tuvo un solo nombre: el tiempo. No el que falta durante el día, sino el meteorológico, ahora impredecible.
Vincenzo Lanza: la distanza dai filari e l'annata persa
Vincenzo Lanza coltiva in una zona DOC che ha scelto per il suo potenziale, accettando però una distanza notevole dai filari: decine di chilometri da percorrere ogni volta che serve intervenire. E in viticoltura intervenire al momento giusto non è un dettaglio. «Un semplice ritardo di pochi giorni su un trattamento, in una zona difficile, mi è costato quasi tutto il raccolto», ha raccontato. Significa, di fatto, un'annata persa. Da lì, ha spiegato, nasce il pensiero fisso: non riuscire a fare il trattamento nel giorno dovuto perché si rompe un trattore o non si trova chi lavori.
Antonio Garro: il biologico storico e un clima già cambiato
Antonio Garro lavora invece un vigneto familiare a Sant'Andrea di Conza, piantato nel 1968, in regime biologico certificato come ai tempi del nonno. Realtà più piccola, problematiche simili: gelate tardive, ritorni di freddo sempre più frequenti, e la difficoltà di pianificare in un clima che è già cambiato. «In agricoltura il cambiamento climatico non sta arrivando, è già passato. Siamo in un'altra era», ha detto, ricordando stagioni con mesi interi senza pioggia in terreni che non avevano mai conosciuto siccità simili.
Il vigneto non aspetta: operazioni, manodopera e rischio
Un viticoltore esegue moltissime lavorazioni in vigna nel corso dell'anno, e quasi nessuna di queste si può spostare di una settimana senza conseguenze. La gestione del verde, per esempio, va fatta a cavallo di due trattamenti e in una finestra di due o tre giorni: se salta, aumenta il rischio di muffe e malattie fungine. È un lavoro che non conosce calendari rinviabili.
A complicare tutto c'è la carenza di manodopera qualificata. Garro ha spiegato che gran parte dei suoi interventi in vigna restano manuali perché il vigneto storico è difficile da meccanizzare, mentre Lanza ha ammesso di aver dovuto affidarsi per la prima volta dopo anni a una squadra esterna di potatori, gente esperta che però si trova sempre più di rado. E c'è un tema che entrambi hanno toccato con franchezza: la salute. I trattamenti fitosanitari, anche quelli ammessi in biologico, espongono chi li distribuisce. «Un robot che fa quel lavoro mentre l'operatore controlla da parte, senza contatto con le sostanze, per noi cambierebbe le cose», ha osservato Garro.
«Quello che non mi fa dormire è il pensiero di non poter fare un trattamento nel giorno dovuto. In viticoltura la tempestività è tutto: se sbagli i tempi, non recuperi più.», Vincenzo Lanza
A complicare tutto c'è la carenza di manodopera qualificata. Garro ha spiegato che gran parte dei suoi interventi in vigna restano manuali perché il vigneto storico è difficile da meccanizzare, mentre Lanza ha ammesso di aver dovuto affidarsi per la prima volta dopo anni a una squadra esterna di potatori, gente esperta che però si trova sempre più di rado. E c'è un tema che entrambi hanno toccato con franchezza: la salute. I trattamenti fitosanitari, anche quelli ammessi in biologico, espongono chi li distribuisce. «Un robot che fa quel lavoro mentre l'operatore controlla da parte, senza contatto con le sostanze, per noi cambierebbe le cose», ha osservato Garro.
«Quello che non mi fa dormire è il pensiero di non poter fare un trattamento nel giorno dovuto. In viticoltura la tempestività è tutto: se sbagli i tempi, non recuperi più.», Vincenzo Lanza
Qué piden realmente los viticultores a la tecnología
Cuando la conversación llegó a las inversiones, las solicitudes fueron concretas, lejos del entusiasmo de los folletos. Ninguno de los dos buscaba el robot más avanzado: buscaban respuestas a los problemas descritos hasta ese momento. Del campo surgieron principalmente cuatro cosas:
Un "agronomo digitale": monitoraggio a distanza
Monitoraggio e controllo a distanza dello stato di salute della parete fogliare, per sapere quando intervenire senza dover girare ogni vigneto pianta per pianta tutti i giorni, quello che Lanza ha definito, scherzando, «un agronomo digitale».
Velocidad y disponibilidad de intervención
Una máquina capaz de operar incluso de noche y en ventanas de tiempo muy reducidas, cuando no hay tiempo ni personal para cubrir toda la superficie.
Accesibilidad económica y Robot-as-a-Service
Para realidades pequeñas como la de Garro, la adquisición de tecnologías costosas es insostenible. El camino indicado es el del Robot-as-a-Service, fórmulas de alquiler o gestión compartida de las máquinas en los períodos de mayor demanda, para no tener que cargar con la inversión y el riesgo de una tecnología aún joven.
Protección del cultivo
Desde las redes antigranizo hasta la gestión específica de los tratamientos, para defender lo que se ha construido durante décadas.
Partir de la escucha
Al final, el podcast recordó algo que se da por sentado cuando se habla de innovación: detrás de cada botella hay una añada entera de trabajo, y cada uno enfrenta los mismos problemas a su manera. El RoboField eligió partir precisamente desde aquí, desde la escucha.
El diálogo con los viticultores abrió el camino a las presentaciones técnicas del día: la presentación sobre robótica en viticultura de Alessandro Zanette y la de robótica en agricultura del ingeniero Giovanni Balestrieri. Para obtener una visión completa del evento también puedes leer Robofield Pescopagano: startup de robótica y viticultura.
El diálogo con los viticultores abrió el camino a las presentaciones técnicas del día: la presentación sobre robótica en viticultura de Alessandro Zanette y la de robótica en agricultura del ingeniero Giovanni Balestrieri. Para obtener una visión completa del evento también puedes leer Robofield Pescopagano: startup de robótica y viticultura.